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Calcolo Tredicesima 2026

Calcola la tredicesima 2026 lorda e netta dai mesi lavorati: IRPEF di dicembre, conguaglio e confronto con il tuo stipendio, in un solo conto.

Parti da
Aumento da rinnovo CCNL tassato al 5% (2026)
La parte di tredicesima che deriva dall’aumento paga il 5% invece dell’IRPEF.
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Stima per lavoratori dipendenti con le aliquote IRPEF 2026 (23%, 33%, 43%), un solo datore di lavoro e nessun familiare a carico. Il dato che fa fede è la busta paga di dicembre.

Risposta rapida

La tredicesima lorda si calcola così: stipendio lordo mensile × mesi lavorati ÷ 12. Con 1.800 € lordi al mese e tutto l’anno lavorato la tredicesima lorda è di 1.800 €, e a dicembre 2026 netti ne restano circa 1.258,63 €. È più bassa di uno stipendio normale perché paga contributi e IRPEF come gli altri mesi, ma senza le detrazioni per lavoro dipendente. Il calcolatore qui sopra fa il conto con i tuoi numeri, ratei e conguaglio compresi.

1/12della mensilità matura per ogni mese di lavoro
15 giornibastano, nella maggior parte dei CCNL, perché un mese conti intero
0 €di detrazioni per lavoro dipendente sulla tredicesima

Come si calcola la tredicesima lorda

La tredicesima non è un regalo di Natale: è stipendio che maturi un pezzo alla volta durante l’anno e che ricevi tutto insieme a dicembre. Ogni mese di lavoro vale un rateo, cioè un dodicesimo della retribuzione mensile. Chi lavora da gennaio a dicembre accumula 12 ratei e riceve una mensilità intera; chi è stato assunto a maggio ne accumula 8 e riceve otto dodicesimi.

La formula non cambia mai: retribuzione mensile lorda × ratei maturati ÷ 12. Per contare i ratei vale la regola della frazione di mese: nella maggior parte dei contratti collettivi un mese con almeno 15 giorni di lavoro conta intero, uno con meno di 15 giorni non conta. Alcuni CCNL chiedono una frazione superiore ai 15 giorni, per questo nel calcolatore puoi scegliere la regola del tuo contratto e far contare i mesi direttamente dalle date di inizio e fine.

Calcolo dei ratei di tredicesima per un dipendente assunto il 10 maggio: 8 ratei su 12 e tredicesima lorda di 1.333,33 euro

Cosa entra nella base di calcolo

La base è la retribuzione del mese fatta di elementi fissi e continuativi, quelli che trovi nella parte alta del cedolino: paga base o minimo tabellare, contingenza, scatti di anzianità, superminimo, EDR e le indennità fisse previste dal contratto. Di solito si prende la retribuzione di dicembre, quindi un aumento contrattuale arrivato in autunno vale per tutta la tredicesima.

Restano fuori le voci variabili o occasionali: straordinari, premi una tantum, rimborsi spese, buoni pasto, indennità legate a singole giornate. Il valore delle ore in più si calcola a parte, con il calcolo degli straordinari. Alcuni CCNL includono nella base la media di voci variabili ricorrenti: se il tuo è tra questi, inserisci nel calcolatore lo stipendio comprensivo di quella media.

Tredicesima netta 2026: dal lordo a quanto ti arriva

Dal lordo al netto i passaggi sono tre, e il calcolatore li mostra riga per riga nel riquadro «Dal lordo al netto».

  1. Contributi INPS

    Si tolgono i contributi a tuo carico: di solito il 9,19%, il 9,49% nelle aziende industriali con più di 15 dipendenti, il 5,84% per gli apprendisti. Chi supera 56.224 € di retribuzione annua paga anche l’1% in più sulla parte eccedente.

  2. IRPEF senza detrazioni

    Sull’imponibile che resta si calcola l’IRPEF separatamente dallo stipendio del mese, con gli scaglioni annui riportati al mese: 23% fino a 2.333,33 €, 33% fino a 4.166,67 €, 43% oltre. È la regola prevista per le mensilità aggiuntive dall’articolo 23 del DPR 600/1973, e non contempla detrazioni.

  3. Cuneo fiscale, solo per i redditi più bassi

    Se il reddito da lavoro dipendente dell’anno non supera 20.000 €, la somma esente del cuneo fiscale (7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito) spetta anche sulla tredicesima e ne aumenta il netto. L’ulteriore detrazione per i redditi tra 20.000 e 40.000 € e il trattamento integrativo, invece, sulla tredicesima non si applicano.

Le addizionali regionale e comunale non vengono trattenute a dicembre: il loro conto, che comprende anche la tredicesima, arriva a rate nelle buste paga dell’anno successivo.

Tredicesima netta 2026 dal lordo: 1.800 euro lordi meno 165,42 euro di contributi INPS e 375,95 euro di IRPEF danno 1.258,63 euro netti

Tredicesima netta per RAL: la tabella 2026

I valori sono calcolati con 13 mensilità, anno intero lavorato, contributi al 9,19%, un solo datore di lavoro e nessun familiare a carico. La colonna del conguaglio indica quanto l’azienda potrebbe recuperare a fine anno: il perché è spiegato più sotto.

RAL Tredicesima lorda Netta in busta Stipendio netto di un mese Conguaglio stimato
18.000 € 1.384,62 € 1.028,53 € 1.276,60 € nessuno
22.000 € 1.692,31 € 1.257,09 € 1.477,45 € nessuno
25.000 € 1.923,08 € 1.344,69 € 1.627,60 € nessuno
28.000 € 2.153,85 € 1.506,05 € 1.773,59 € nessuno
30.000 € 2.307,69 € 1.613,62 € 1.867,32 € nessuno
35.000 € 2.692,31 € 1.871,41 € 2.091,95 € circa 233 € a debito
40.000 € 3.076,92 € 2.105,42 € 2.242,65 € circa 233 € a debito
50.000 € 3.846,15 € 2.573,44 € 2.606,68 € circa 233 € a debito

Nella tabella c’è un salto che sorprende molti: tra 22.000 e 22.100 € di RAL il reddito annuo supera i 20.000 € e la tredicesima perde la somma esente del cuneo fiscale. Il netto scende da 1.257,09 € a 1.188,70 €, quasi 70 € in meno, mentre lo stipendio mensile continua a salire grazie all’ulteriore detrazione. Se sei vicino a quella soglia, il calcolatore ti mostra da che parte cadi.

Perché la tredicesima è più bassa dello stipendio

È la domanda che torna ogni dicembre, e la risposta più diffusa è sbagliata. La tredicesima non ha un’aliquota più alta: paga il 23%, il 33% o il 43% esattamente come lo stipendio. Le mancano gli sconti.

A ogni busta paga il datore di lavoro sottrae dall’IRPEF un dodicesimo delle detrazioni per lavoro dipendente dell’anno e, se il reddito è tra 20.000 e 40.000 €, un dodicesimo dell’ulteriore detrazione del cuneo fiscale, che vale fino a 1.000 € l’anno. Queste detrazioni sono legate ai giorni di lavoro, e i giorni sono già stati coperti dalle dodici mensilità ordinarie: per la tredicesima non resta niente. Lo stesso vale per il trattamento integrativo da 100 € al mese di chi ha un reddito fino a 15.000 €.

Perché la tredicesima netta è più bassa dello stipendio: con RAL 25.000 euro lo stipendio netto è 1.627,60 euro e la tredicesima netta 1.344,69 euro

Quello che si sente dire

«Sulla tredicesima lo Stato applica un’aliquota più alta, quindi ci prende di più.»

Come funziona davvero

Le aliquote sono le stesse dello stipendio. Mancano le detrazioni, che sono già state distribuite sui dodici mesi dell’anno.

La differenza pesa di più sui redditi medio-bassi, dove le detrazioni sono più alte: con una RAL di 25.000 € la tredicesima netta è circa 283 € più bassa di uno stipendio, con 50.000 € la differenza scende a circa 33 € e sopra i 50.000 € di reddito, dove le detrazioni per lavoro dipendente non spettano più, quasi sparisce.

Il conguaglio di dicembre: quando la tredicesima sembra sparire

C’è un secondo motivo per cui a dicembre i conti non tornano, e lo spiegano in pochi. La ritenuta sulla tredicesima usa gli scaglioni mensili, quindi i primi 2.333,33 € di imponibile pagano il 23%. Sul reddito dell’intero anno, però, chi ha una RAL oltre i 31.000 € circa supera i 28.000 € di reddito, e da circa 33.500 € ci arriva già con i dodici stipendi: per il fisco una parte della tredicesima, o tutta, ricade nello scaglione del 33%. La differenza viene recuperata con il conguaglio di fine anno, che molte aziende fanno nella busta di dicembre e le altre entro febbraio.

Conguaglio IRPEF sulla tredicesima con RAL 35.000 euro: 573,48 euro trattenuti a dicembre contro 806,81 euro dovuti sull'anno

Con una RAL di 35.000 € la trattenuta sulla tredicesima è di 573,48 €, ma l’IRPEF che le corrisponde sul reddito dell’anno è di 806,81 €: circa 233 € tornano al fisco con il conguaglio. Il calcolatore stima questa cifra nel riquadro «Conguaglio di fine anno». Alcuni software paghe applicano già a dicembre un’aliquota più alta sulla tredicesima: in quel caso il netto in busta è più basso e il conguaglio più leggero, ma il risultato finale non cambia.

Altre cause frequenti di una brutta sorpresa a dicembre sono le detrazioni per familiari a carico riconosciute in eccesso, un secondo rapporto di lavoro nello stesso anno, bonus o somme esenti che a consuntivo non spettavano. Succede anche il contrario: chi ha lavorato solo una parte dell’anno con uno stipendio alto riceve spesso un rimborso, perché le trattenute mensili sono state più alte dell’imposta dovuta sul reddito annuo.

Assunto in corso d’anno, dimissioni o contratto a termine

Se il rapporto non copre tutto l’anno, la tredicesima si riduce in proporzione ai ratei. Gli esempi usano uno stipendio di 2.000 € lordi al mese e la regola dei 15 giorni.

Situazione Ratei Tredicesima lorda Netta stimata
Assunto il 10 maggio 2026 8 (a maggio 22 giorni) 1.333,33 € 990,43 €
Assunto il 18 maggio 2026 7 (a maggio 14 giorni) 1.166,67 € 871,93 €
Dimesso il 15 ottobre 2026 10 (a ottobre 15 giorni) 1.666,67 € 1.238,04 €
Dimesso il 14 ottobre 2026 9 (a ottobre 14 giorni) 1.500,00 € 1.114,24 €

Un giorno di differenza vale un rateo intero, quindi conviene controllare le date con attenzione. Chi si dimette o viene licenziato non perde la tredicesima maturata: i ratei arrivano nella busta paga di chiusura, insieme a TFR e ferie non godute, anche se il rapporto finisce mesi prima di dicembre. Lo stesso vale alla scadenza di un contratto a termine. Per contare i giorni di un periodo puoi usare il calcolo dei giorni lavorativi tra due date.

Se a dicembre la tredicesima non compare, guarda le buste dei mesi precedenti: alcuni contratti e accordi aziendali la pagano a rate ogni mese insieme allo stipendio. In quel caso nel cedolino trovi una voce come «rateo tredicesima» e a dicembre non arriva nulla in più.

Malattia, maternità, congedo parentale e cassa integrazione

La tredicesima matura in tutti i periodi retribuiti, compresi quelli in cui non lavori ma ricevi lo stipendio o un’indennità che lo sostituisce. Non matura, invece, quando l’assenza non è pagata.

La tredicesima matura

Ferie, permessi retribuiti e festività; malattia e infortunio entro il periodo di comporto; congedo di maternità e di paternità; congedo parentale; congedo matrimoniale; riposi per allattamento; permessi della legge 104.

La tredicesima non matura

Aspettativa non retribuita; sciopero; assenze ingiustificate; sospensione disciplinare; malattia oltre il comporto; congedo per la malattia del figlio; permessi non retribuiti.

Un punto su cui molte guide sono rimaste indietro è il congedo parentale. Dal 13 agosto 2022 l’articolo 34 del D.Lgs. 151/2001 stabilisce che i periodi di congedo parentale non riducono ferie, riposi e tredicesima. Se nel 2026 il tuo cedolino toglie ratei per un congedo parentale, vale la pena chiedere spiegazioni all’ufficio paghe.

Durante malattia, infortunio e maternità l’indennità pagata dall’INPS, o dall’INAIL per gli infortuni, può comprendere già una quota di tredicesima: a dicembre il datore di lavoro paga la differenza, ed è per questo che l’importo può risultare più basso anche quando i ratei ci sono tutti. In cassa integrazione a orario ridotto la tredicesima di norma matura; a zero ore, per i periodi di sospensione, di solito no, salvo diverse previsioni del CCNL o dell’accordo sindacale. Nel calcolatore, alla voce «Mesi persi per assenze non retribuite», togli solo i mesi che non maturano davvero. Ferie e permessi seguono la stessa logica a ratei: per il residuo c’è il calcolo di ferie e permessi.

Tredicesima nel part time

Nel part time i ratei sono gli stessi di un full time, cambia la retribuzione su cui si calcolano. Chi lavora 24 ore su 40 riceve il 60% della tredicesima a tempo pieno: con un full time da 1.800 € lordi diventano 1.080 € lordi, circa 807 € netti. Nel calcolatore inserisci direttamente il tuo stipendio part time, senza applicare di nuovo la percentuale. Per ricavarlo dal full time c’è il calcolo dello stipendio part time.

Nel part time verticale su base annua, con mesi di lavoro pieno alternati a mesi di pausa, maturano solo i ratei dei mesi lavorati. Se durante l’anno l’orario è cambiato, ogni periodo conta con la sua retribuzione: sei mesi a 1.800 € e sei mesi a 1.080 € danno 900 € + 540 € = 1.440 € lordi di tredicesima. È il calcolo ponderato previsto da molti CCNL, ma alcuni contratti usano la retribuzione di dicembre: verifica il tuo.

Quando arriva la tredicesima nel 2026

Chi Quando
Dipendenti del settore privato Entro dicembre, alla data fissata dal CCNL: per il Commercio la vigilia di Natale, per molti altri contratti con lo stipendio di dicembre
Dipendenti pubblici Con lo stipendio di dicembre
Pensionati Con la rata di dicembre, accreditata martedì 1° dicembre 2026
Chi ha chiuso il rapporto nel 2026 Nella busta paga di chiusura, con TFR e competenze di fine rapporto

Se la tredicesima non arriva entro il termine del contratto, il primo passo è un sollecito scritto al datore di lavoro; poi ci si può rivolgere al sindacato, all’Ispettorato del lavoro o a un legale. Sulle somme pagate in ritardo maturano gli interessi.

Detassazione della tredicesima: a che punto siamo

Nei mesi scorsi si è parlato molto di una tassazione agevolata della tredicesima, con un’imposta sostitutiva del 10 o del 15% per i redditi più bassi. Il disegno di legge di Bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 non la contiene; l’ipotesi può tornare durante l’esame in Parlamento, ma riguarderebbe al più presto la tredicesima di dicembre 2027. Per la tredicesima di dicembre 2026 valgono le regole ordinarie, e il bonus di Natale da 100 € pagato nel 2024 non è stato riproposto.

Una piccola agevolazione esiste già. Nel 2026 gli aumenti che derivano dai rinnovi dei CCNL firmati tra il 2024 e il 2026 pagano un’imposta sostitutiva del 5% al posto dell’IRPEF, se lavori nel settore privato e nel 2025 il tuo reddito da lavoro dipendente non ha superato 33.000 €. La regola vale anche per la quota di tredicesima che corrisponde all’aumento: con una RAL di 28.000 € e un aumento di 100 € al mese il netto della tredicesima sale di circa 16 €. Puoi simularlo nel calcolatore, alla voce «Aumento da rinnovo CCNL».

Come controllare la tredicesima in busta paga

Prima di dare la colpa al fisco, controlla

Se dopo questi controlli il totale non torna, porta il cedolino al consulente del lavoro, al CAF o al sindacato: quello della tredicesima è uno dei conteggi più semplici da verificare. Per confrontare le ore pagate con quelle lavorate, il riferimento resta il calcolo delle ore lavorative con il foglio ore mensile.

Fonti normative: art. 23 DPR 600/1973 (ritenute sulle mensilità aggiuntive), art. 13 TUIR (detrazioni per lavoro dipendente), Legge 207/2024 (cuneo fiscale), Legge 199/2025 (aliquote IRPEF 2026 e imposta sostitutiva sugli aumenti), art. 34 D.Lgs. 151/2001 (congedo parentale), circolare INPS n. 6 del 30 gennaio 2026 (prima fascia di retribuzione pensionabile). Aggiornato al 4 novembre 2026. I calcoli sono stime: il dato che fa fede è il cedolino, secondo il CCNL applicato al tuo rapporto.

Domande frequenti

Come si calcola la tredicesima?

Si moltiplica la retribuzione mensile lorda per i mesi maturati e si divide per 12. Con 2.000 € lordi e assunzione a maggio, cioè 8 ratei, la tredicesima lorda è 2.000 × 8 ÷ 12 = 1.333,33 €. Con tutto l’anno lavorato è pari a uno stipendio lordo intero.

Quanto è la tredicesima netta con 1.500 € al mese?

Con 1.500 € lordi al mese e tutto l’anno lavorato la tredicesima netta 2026 è di circa 1.114 €: si tolgono 137,85 € di contributi e 313,29 € di IRPEF e si aggiungono 65,38 € di somma esente del cuneo fiscale, che spetta perché il reddito resta sotto i 20.000 €. Con 2.000 € lordi al mese i netti sono circa 1.398 €.

Perché la tredicesima è più bassa dello stipendio?

Perché paga contributi e IRPEF alle stesse aliquote dello stipendio, ma senza detrazioni per lavoro dipendente, senza ulteriore detrazione del cuneo fiscale e senza trattamento integrativo, che sono già distribuiti sulle dodici mensilità ordinarie. Con una RAL di 25.000 € la differenza è di circa 283 €.

Quando arriva la tredicesima nel 2026?

Ai dipendenti privati entro dicembre, alla data fissata dal CCNL: per il Commercio la vigilia di Natale. Ai dipendenti pubblici con lo stipendio di dicembre, ai pensionati con la rata di martedì 1° dicembre 2026. Chi ha chiuso il rapporto prima la riceve nella busta paga di chiusura.

La tredicesima matura in malattia e in maternità?

Sì. Matura in malattia e infortunio entro il periodo di comporto e durante il congedo di maternità e di paternità. Una parte può essere già compresa nell’indennità INPS, quindi a dicembre il datore di lavoro paga la differenza. Non matura invece in aspettativa non retribuita, sciopero e assenze ingiustificate.

Il congedo parentale riduce la tredicesima?

No. Dal 13 agosto 2022 l’articolo 34 del D.Lgs. 151/2001 prevede che i periodi di congedo parentale non riducano ferie, riposi e tredicesima. Restano esclusi solo gli emolumenti accessori legati alla presenza effettiva in servizio.

Se mi dimetto prima di dicembre perdo la tredicesima?

No. I ratei maturati fino all’ultimo giorno di lavoro ti spettano e vengono pagati nella busta paga di chiusura, insieme a TFR e ferie non godute. Con dimissioni il 15 ottobre e la regola dei 15 giorni maturi 10 ratei; con l’ultimo giorno il 14 ottobre, 9.

Come si contano i mesi se sono stato assunto a metà mese?

Nella maggior parte dei CCNL un mese con almeno 15 giorni di lavoro vale un rateo intero, uno con meno di 15 giorni non conta. Chi è assunto il 10 maggio matura il rateo di maggio, chi è assunto il 18 maggio no. Alcuni contratti chiedono più di 15 giorni: nel calcolatore puoi scegliere la regola.

La tredicesima 2026 è detassata?

No. Per la tredicesima di dicembre 2026 valgono le regole ordinarie: la tassazione agevolata al 10 o 15% non è nel disegno di legge di Bilancio 2027 approvato il 28 ottobre 2026 e, se arrivasse, varrebbe dalla tredicesima 2027. Solo la quota legata agli aumenti dei rinnovi CCNL può pagare il 5%, per chi nel 2025 non ha superato 33.000 € di reddito da lavoro dipendente.

Perché il conguaglio di dicembre si prende una parte della tredicesima?

Perché la trattenuta sulla tredicesima usa gli scaglioni mensili, mentre l’imposta definitiva si calcola sul reddito dell’anno. Con una RAL oltre i 31.000 € circa una parte della tredicesima ricade nello scaglione del 33% e il conguaglio recupera la differenza: con 35.000 € sono circa 233 €.

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